Arcangelo Licata

Qual è il motivo che l’ha spinta a far parte della Misericordia?

“Tempo fa incontrai il Dott. Pappalardo che mi propose di diventare volontario della Misericordia. Al tempo io avevo già finito di fare il carabiniere e accettai. Poco dopo il Dott. Pappalardo è venuto a mancare e io divenni segretario con Ascenzio Romeo come presidente. Il vero motivo per cui sono ancora qui alla Misericordia è perché c’è bisogno di spirito di volontariato per quelle persone che hanno bisogno di essere accudite, e la Misericordia è una delle poche organizzazioni di volontariato dove si deve davvero avere lo spirito di fare del bene.”

 

 Da quanti anni presta servizio alla Misericordia?

“Dal 1990, anno di quell’incontro con il Dott. Pappalardo che vi accennavo prima. Poi a dire la verità mi sono allontanato un po’ per qualche tempo ma sono sempre rimasto dentro con il cuore, anche quando facevo politica. Infatti anche in quel periodo, ricordando che la Misericordia vive di elemosina, mi ricordai dei bisogni dell’associazione comprando l’autoemoteca.”

Che cambiamenti hanno portato nel suo carattere le sue esperienze da volontario?

“Volontario io ci sono nato, infatti come tale entrai nei carabinieri all’inizio. Volontario devi esserlo nello spirito e nell’animo, fare il volontario non è semplice, devi avere le qualità per raggiungere i 360° in quello che fai. Facendo il carabiniere ho vissuto a contatto con la gente e questo mi è servito per fare il volontario anche nella Misericordia.”

 Quali difficoltà si trova a dover affrontare a seguito della sua posizione di Governatore?

“Le difficoltà sono parecchie, non si viene qui, ci si siede e passa semplicemente la giornata. Per portare avanti qualsiasi associazione devi avere spirito di sacrificio. Non c’è guadagno facendo il volontario, solo tempo, denaro e scommessa su te stesso. C’è da scommettersi su ogni situazione che ti si presenta.”

Cosa l’ha spinta a presentare il progetto “Codice Rosso”?

“Ho presentato quel progetto per dare una possibilità ai giovani. La Misericordia è iscritta all’albo nazionale, inizialmente c’erano gli obiettori, poi alcuni avevano abbandonato questo progetto dopo che era stata abolita la leva obbligatoria, io mi sono impegnato a realizzarlo nuovamente con questi giovani.”

 Come sta vivendo la nuova esperienza del “Codice Rosso” con tutti questi nuovi ragazzi?

“Vivere in mezzo ai giovani mi fa sentire giovane. Certo qualcosa va migliorato, ma questo deve essere un anno bello e ricco di esperienze per noi vecchi volontari e per loro.”

Quali sono i suoi progetti per il futuro della Misericordia?

“I progetti sono tanti. Il ruolo della Misericordia si rinnova dopo 30 anni (festeggiati l’anno scorso), e spero che fra 30 anni qualcun altro potrà dire ancora <<viva la Misericordia>>. Per me non è un’associazione, ma un ente che dà servizio alla gente e senza di esso mancherebbe un chiaro supporto per chi ne ha davvero bisogno.”

 Di S.Russo, G.Campisi, A.Pierino