Ascenzio Romeo

Ci parli della sua passata carica di Presidente della Misericordia

Ho assunto la carica di Presidente della Misericordia di Belpasso alla morte del suo predecessore, dottor Giuseppe Pappalardo, avvenuta nel Dicembre del 1994, rivestendo tale ruolo per ben tre quadrienni, nel corso dei quali la Misericordia ha vissuto momenti positivi alternati a momenti di grande sofferenza, dovuti alle variazioni che la nostra associazione ha subito: infatti  da volontari attivi del soccorso si è passati all’essere la ruota di scorta del soccorso, in quanto nel 1998, a seguito dell’istituzione del 118, il nostro servizio di primo soccorso viene sfortunatamente a cessare a favore di un servizio istituzionalizzato dallo Stato, che materialmente dà una continuità oraria e una preparazione migliore rispetto a quella del semplice volontario. Ciò porta la Misericordia ad occuparsi di altre attività ed “emergenze” che, pur non facendosi a sirena spiegata, mettevano comunque al centro il valore dell’altruismo e della solidarietà, unico e vero scopo per il quale nasce questa associazione. Organizziamo, quindi, dei soggiorni estivi per i minori, ci occupiamo del trasferimento o accompagnamento nelle strutture sanitarie di soggetti degenti per visite o ricoveri, ci rivolgiamo anche all’estero ospitando, dal 1999 fino ad oggi, i bambini bielorussi reduci dai problemi di Chernobyl. Sono stati anni difficili anche dal punto di vista economico, poiché le spese erano ingenti e molto scarsi gli introiti, per non parlare dei mezzi di trasporto alquanto vetusti, che richiedevano una costante e dispendiosa manutenzione. Nonostante ciò abbiamo comunque continuato a mantenete aperta la sede, aperta alla speranza, perché questa non doveva e non deve morire, cosi’ come non deve spegnersi la solidarietà. Resta in noi l’ immensa gioia di avere, nel nostro piccolo, contribuito a renderci utili a chi ne aveva bisogno, ma anche di aver salvato delle vite, forti del fatto che un grazie detto col cuore valesse piu’ di qualsiasi moneta; e questa forza ci ha permesso di arrivare ad oggi , ai  trent’anni della Misericordia, e a vedere voi giovani che, anche se momentaneamente sostenuti dal servizio civile, sarete i continuatori di un servizio che resta vivo e presente a Belpasso.

 

Ci  parli  della  vestizione…

E’ suggestivo ed emozionante indossare la Buffa, poiché conferma i valori in cui credi; è una tessera che, a differenza di quella che ti porti in banca o al supermercato, ti resta impressa nel cuore. Durante la vestizione si viene chiamati, ci si alza, si risponde con un “ECCOMI”, ed infine il padrino che ti accompagna ti aiuta ad indossare la Buffa. Quest’ultimo, nonostante sia stato sostituito dalle odierne divise, continua ad essere indossato in occasioni particolari, come, ad esempio, la processione del Cristo morto per il Venerdì Santo.

 

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